Fu così che ebbe inizio la sua storia...
UN LUOGO E UNA STORIA DA CONOSCERE
Una storia che ha avuto inizio nel 1972 quando, Ugo Caola, lo acquistò.
Egli avvertì fin da subito una forte attrazione per esso e per i luoghi circostanti e capì che sarebbe stato destinato ad avere uno spazio determinante nella sua vita privata e professionale ma anche in quella di tutta la sua famiglia.
Era un rudere con stalla, fienile ed un’unica stanza, completamente da ristrutturare. Quando ne prese possesso iniziò subito i lavori ai quali, con la passione che anche alla moglie Mariuccia in seguito arrivò, si dedicò per diversi anni.
Dal fienile ricavò le stanze dei figli, il bagno, il soggiorno con camino e la cucina, mentre nel soppalco lasciato aperto ricavò la sua “sala giochi”. L’unica stanza abitabile fu conservata per ospitare la nonna Albina.
Dopo qualche anno, per motivi di lavoro, Ugo Caola si dovette trasferire a Trento con tutta la famiglia e così il Maso divenne un luogo dove trascorrere le vacanze estive durante le quali tutti insieme si dedicavano a preparare minestroni con le verdure dell’orto da mettere in freezer per l’inverno, a raccogliere i funghi, a curare gli animali (galline, tacchini, conigli, pecore, capre, cane e gatto), o ancora a tagliare l’erba dei prati o a fare legna per la scorta invernale o a leggere un libro seduti intorno al camino.
Divenne anche luogo di incontro e di ritrovo di un’infanzia di amicizie, alcune delle quali parteciparono a piccoli lavori di restauro.
Con la scusa di essere una casa con porta sempre aperta era raro che la lunga tavola a sei gambe di una vecchia osteria veneta non fosse al completo.
Un’infinità di feste furono organizzate e tutte lasciarono il ricordo di una magica atmosfera che solo un luogo come il Maso era in grado di creare.
Sembrava che ogni persona entrando lasciasse alle spalle la quotidianità con le sue pesantezze per dare spazio allo spirito goliardico e alla serenità.
Tutti collaboravano per il piacere dello “stare insieme” ed animavano l’ambiente in piena spontaneità.
Questa fama parve con il tempo catturare anche i viandanti della zona fino a che un giorno, una coppia di turisti, entrò e si accomodò al tavolo chiedendo qualcosa da bere, convinti di essere giunti presso il bar di una Baita (Baita Brenta) poco distante dal Maso. Ovviamente, proprio nello spirito stesso che lo caratterizzava, li invitarono a restare a bere qualcosa in compagnia.
Non fu l’unico episodio, ce ne furono altri di simili, forse segnali di un destino che avrebbe visto questa casa allargare la sua ospitalità.
Nell’estate del 1980 si iniziò, quasi per gioco, ad affittare una camera per turisti offrendo il solo servizio di pernottamento e prima colazione.
Con il tempo però sembrò quasi inevitabile non invitare al tavolo gli Ospiti e cominciare ad offrire così il trattamento di mezza pensione.
”A raccontarlo oggi sembra che le esperienze di allora preannunciassero i cambiamenti della mia vita professionale portati in seguito dalle vicissitudini della mia vita”
(Ugo Caola)